Royal Silence, di Marialuisa Gingilli

Trama:
Il mio nome è Ophelia Elizabeth McLochlann e ogni giorno mi divido tra il lavoro alla Brú Art House e le responsabilità che ho deciso di assumermi con il mio popolo.
Come se non bastasse, ho un matrimonio da organizzare al meglio e il tempo non sembra mai abbastanza.
Nulla mi pesa, però, come il silenzio che si è insinuato tra me e Jamie. Lui c’è, ma sembra lontano, consumato dai fantasmi di un passato che io non posso cancellare.
Non l’avrei mai immaginato, dopo tutto quello che abbiamo vissuto.
Eppure inizio a temere che il nostro amore non possa superare ciò che lo tormenta: il fantasma dell’uomo
che io non potrò mai perdonare e per la cui morte non verserò mai una lacrima.

Scheda tecnica

Titolo: Royal Silence
Autore: Marialuisa Gingilli
Editore: Self Publishing
Genere: Contemporary Romance
Pagine: 320 circa
Data di uscita: 5 febbraio
Formati disponibili: ebook 2,99€ e KU/ cartaceo 15,00 €

Trope:
Age gap,
Emotional Scars,
On the Rocks,
Miscommunication,
Found Family

Mi chiamo James William Murchad e fino a pochi mesi fa, oltre a insegnare Storia dell’Arte Contemporanea alla Queen Eleanor, mi divertivo ad attaccare la Corona di Fiann con i miei murales.
Esatto, Saor sono io. O meglio, lo ero.
Mi sono distratto, non ho colto i segnali dell’imminente disastro che si stava per abbattere su di me e ora il peso di tutto ciò che è accaduto mi logora l’anima.
Timothy è morto, ma continua a vivere dentro di me e con lui la rabbia, il senso di colpa per non essere riuscito a salvarlo, per non aver capito fin dove volesse spingersi.
Ho perso il mio migliore amico, la mia identità, le certezze costruite a fatica e che ora mi scivolano dalle mani.
Ogni parte di me sembra dissolversi tra ciò che ero e ciò che non sarò mai più, e Ophelia non vuole comprendere il mio dolore.
Per quanto la ami più della mia stessa vita, comincio a credere che stavolta non ci sarà verità capace di salvarci.

Recensione:

Che dire? Come per tutti gli altri romanzi che ho recensito della serie ultimamente, ricordo che anche questo è uno spin off, quindi è necessario aver letto i precedenti (soprattutto Royal Trick) o si rischia di farsi spoiler e non capire appieno la storia.

La storia tra Ophelia e James è una di quelle storie che ti colpiscono all’improvviso, perché ti ricordano che il lieto fine non è mai scontato. Nonostante abbiano superato tante difficoltà, fin dalle primissime righe del libro si sente il peso del passato di entrambi. In particolare la morte di Timothy: per James il migliore amico, per Ophelia colui che le ha portato via due persone care. Come si può stare con una persona che ama il tuo peggior nemico o che odia il tuo migliore amico?

Già partendo da questo è chiaro che tra i due ci sono delle ferite aperte molto difficili da guarire, e ogni successiva discussione diventa automaticamente un campo di battaglia: anche solo il nome da dare a un edificio diventa un motivo di scontro.

Di solito quando vedo due personaggi che battibeccano invece di perdonarsi e basta, mi viene voglia di prendergli le teste e battergliele contro, ma in questo caso il motivo della “rottura” è così vivo che capisco perché non riescono a fare pace.

Sarà possibile per i due riconciliarsi, oppure si arrenderanno davanti agli irreparabili punti di rottura?
Di sicuro una lettura che tiene incollati alle pagine dall’inizio alla fine.

Collaborazione con Marialuisa Gingilli

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